Le iscrizioni al Master di I livello in Yacht Design sono state prorogate fino al 29 Febbraio. Inoltre ogni lunedì […]
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Il progetto BIWA – Breathe Intelligent Wearable Assistant di Glenda Trubiano, studentessa del biennio specialistico in Multimedia Design ha ricevuto la menzione d’onore da parte della Giuria presieduta da Anty Pansera, storica del design e composta da Luisa Collina, preside della Scuola di Design del Politecnico di Milano, Beppe Finessi, direttore della rivista “Inventario”, Giulio Iacchetti, industrial designer e Massimiliano Tonelli, direttore di “Artribune”.
Questo progetto va a rompe gli schemi culturali per cui l’arte va necessariamente protetta, ExplotionArt è un’esplosione metaforica, porterà alla rottura di strutture che “chiudono” l’arte e la spargeranno nella città, dividendola in infiniti frammenti.
L’idea è di andare alla ricerca dell’arte, uscire per scoprirla e non più chiuderla e chiudersi. L’ExplosionArt contaminerà in macro scala le città, i palazzi e le strade sotto i nostri piedi; unirà la valorizzazione di luoghi vecchi e nuovi e guiderà lo spettatore in una nuova, diversa e originale visione dell’arte.
“Qumble” è uno streaming che può soddisfare delle strane e misteriose curiosità: documentari, estratti, informazioni da condividere, dirette. Il concept si basa sulle domande, sui dubbi esistenziali, dai più banali ai più assurdi, es: Quant’è grande l’universo? È infinito? Cos’è un paradosso? Cosa accadrà nei prossimi millenni?
L’interazione è una componente fondamentale del progetto: la discussione, la possibilità di esternare i proprio dubbi, le proprie domande, e ricevere una risposta dagli esperti nei vari settori trattati. Fisica, Chimica, Scienza, Biologia ecc.
“Busy” è un progetto realizzato per il concorso Re-BikeMi di Milano.
Si trattava di un processo di upcycling nella quale c’era la necessità di creare dei nuovi progetti zero waste da pezzi di scarto delle bici BikeMi.
Il nostro progetto nasce dall’analisi dei materiali a disposizione. Le qualità utili sono risultate essere la resistenza
e l’elasticità della camera d’aria vuota, ed il sustain e le qualità impermeabili di quella piena.
La provenienza delle componenti non viene nascosta, anzi viene utilizzata per dare un identità precisa e del tutto nuova al progetto. “Walk after waste”, guardare oltre il mero rifiuto.
“axos” prevede la progettazione e la realizzazione di due dispositivi medici che siano in grado di curare grazie ad una tecnologia aliena immediata, le ustioni di 1°, 2° e 3°, senza che esse lascino delle cicatrici permanenti sulla pelle del paziente.
AXOS HOME è un dispositivo da uso domestico in grado di curare le ustioni di primo grado. Viene ricaricato da una base ad induzione magnetica, la quale viene alimenata da un caricatore.
AXOS HOSPITAL è una capsula ad uso ospedaliero, consiste in una sala operatoria senza chirurgo, il paziente viene sedato ed inserito nel macchinario che opera in maniera autonoma, che viene comandato tramite uno schermo esterno e all’interno troveremo un braccio meccanico.
”es.se.re” è un metapogetto che utilizza la cornice come mezzo di trasmissione.
Il progetto si basa su come l’osservatore percepisce l’immagine.
L’intenzione è di andare oltre il processo astratto della percezione che ci fa riconoscere, organizzare e attribuire dei significati alle sensazioni che riceviamo.
Le foto sono state scelte dopo una ricerca approfondita nel campo dell’ambiguità del bianco e nero, quando una foto è desaturata attiva l’emisfero destro per identificare le forme percepite. L’obiettivo finale è semplificare il riconoscimento degli oggetti tramite il colore, facilitando le associazioni con il mondo reale.
Modellazione 3D + Render
Taijin (対人) è un progetto di antropologia culturale dedicato allo studio delle maschere, in particolare giapponesi, con l’obiettivo di crearne una nuova.
Questo progetto trae ispirazione dal Taijin Kyofusho (TKS), un disturbo sociale ampiamente diffuso in Giappone, caratterizzato dall’ansia di infastidire gli altri attraverso comportamenti o aspetti inappropriati.
La maschera progettata prende il nome ‘Taijin’ poiché mette in secondo piano la paura (kyofu) e il disturbo (sho), concentrando l’attenzione sulla relazione con gli altri (taijin). La sua estetica è caratterizzata da guance rosse, uno sguardo laterale, androginia e un occhio posizionato in modo singolare sulla fronte.
+I dettagli rossi mettono in risalto gli aspetti che chiunque soffra del disturbo desidererebbe nascondere. Questo progetto celebra la diversità e promuove il coraggio di essere sé stessi.
Il Senet è uno dei giochi più antichi di cui si abbia notizia, si tratta di un gioco da tavolo e la sua storia ha inizio nell’Antico Egitto. Il gioco aveva una funzione multipla: gioco di sfida e gioco con significati religiosi, ovvero legati al “passaggio” dalla vita terrena all’aldilà in cui l’esito della partita definiva il destino del giocatore.
Nella versione moderna, vince il giocatore che per primo riesce a portare fuori dalla scacchiera tutte le sue pedine.
Il progetto si occupa di creare un identità visiva per il Senet con il fine di essere identificato dal pubblico e distinto dalla concorrenza, mantenendo la sua storicità e aggiungendo la versione online che permette una maggiore inclusività dei giocatori.
ISIA di Pescara
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